10° CAPITOLO -LUCE-
La mattina mi sveglio di buon umore come non lo sono mai stata. Era tutto un sogno è ovvio. Non credo che una persona del genere possa esistere davvero e tantomeno parlare con me,me! Devo finirla di fare sogni così reali,se no ci rimango troppo male quando mi sveglio.
Mi lavo e mi vesto svogliatamente,oggi a scuola ho anche il compito di inglese e non mi ricordo assolutamente nulla. Meno male che è l’unica materia in cui vado bene,riuscirò a strappare la sufficienza senza troppi problemi.
Esco di casa e mi dirigo verso la scuola.
“Ehi aspettami”
Quella voce mi suona famigliare,si l’ho sentita da qualche parte mi giro e non vedo nessuno.
Devo seriamente farmi vedere,ora comincio anche a sentire voci.
Mi giro per riprendere il cammino e me lo ritrovo di fronte:Storm.
Rimango imbambolata per un secondo poi ritorno in me.
“Scusa non sono abituata ad aspettare qualcuno di solito”
“Non ti preoccupare sono abbastanza veloce” sorride
La luce che mi illumina la giornata,che fa sparire la foschia e il torpore della monotonia di quella giornata.
“Devo ancora capacitarmi che sei mio vicino di casa” arrossisco,io non arrossisco mai,mi porto i capelli in avanti per nascondere il rossore delle mie guance.
“Mi avevi già dimenticato?”
“No ma …..” comincio diventare rossa anche sul naso “insomma avrai capito che io di solito non parlo molto con le persone … sono un lupo solitario”
“Eppure stai parlando con me”
Sto cominciando a pensare che si diverta a mettermi in difficoltà.
“Sei una piccola eccezioni” piccola per modo di dire,come se avessi dimenticato di aver conosciuto la versione più abbronzata di Johnny Depp.
“Che onore” intanto arriviamo a scuola,sotto lo sguardo scioccato di Sam ,che rimane impalata con la bocca aperta davanti alla porta d’entrata.
“Adesso vado a farmi un giro magari conosco qualcuno di sesso maschile…se no ti stresso dalla mattina alla sera” e se ne và con le mani in tasca dei jeans che sottolineano la sua perfezione ormai quasi impossibile.
“M-ma ma ……”
“Sam respira … che succede?” come se non lo sapessi,ma mi diverto a giocare sulla mia improvvisa fortuna.
Riprende fiato con un respiro profondo.
“Chi cavolo è quello?????”
“Chi?”
“Quello che un attimo fa era vicino a te … e stava parlando con te …. Insomma quello” indicando la panchina dove stava seduto Storm
“Ah quello! E’ Storm” dico con tono annoiato,come se non fosse nessuno.
“Ah si certo Storm …..ma da dove sbuca?il giorno prima non conoscevi nessuno a parte me,e oggi viene fuori STORM?!!?” è isterica,mi viene da ridere ma è meglio evitare.
“Ah è il mio nuovo vicino di casa,l’ho incontrato ieri in biblioteca e l’ho aiutato ad ambientarsi un po’”
“Tu?” è sorpresa quanto lo sono io.
“Si io … e abbiamo tante cose in comune se lo vuoi proprio sapere”
La campanella interrompe l’inizio-interrogatorio di Sam.
Ci avviamo in classe per il compito di inglese.
Non c'è riservatezza che non possa essere penetrata.
Nessun segreto può essere mantenuto
nel mondo civilizzato.
La società è un ballo in maschera
dove ognuno nasconde il proprio carattere...
e lo rivela nascondendosi.
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